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“Qualcuno corre troppo. Il lato oscuro del calcio”. Il libro scritto da Lamberto Gherpelli non è destinato a suscitare polemiche ma riflessioni, nella consapevolezza che forse è anche già troppo tardi. Un libro (con la prefazione lucida e consapevole di Damiano Tommasi, presidente dell'AIC)  scritto per il calcio e non contro il calcio, per stimolare la presa di coscienza soprattutto di calciatori (i primi a pagare sulla propria pelle l'overdose di farmaci, utili sul momento ma dannosi e in troppi casi letali a lungo andare).

L'uso e l'abuso di farmaci nel calcio ha radici lontane. I primi controlli si iniziarono a fare negli anni '60 e allora la necessità di fotografare un fenomeno che si intuiva crescente, indusse la Lega Calcio ad un'iniziativa editoriale, il libro “Doping e calcio professionistico” scritto dal professor Gerardo Ottani, ex calciatore del Bologna, poi divenuto medico sociale del club rossoblu e Primario dell'Ospedale Maggiore. Un'inchiesta medica aveva rivelato che alla fine degli anni '50 il 22% dei calciatori professsionisti italiani usava anfetamine, il 51% glucosio e simili, il 55%  stimolanti del sistema nervoso (analettici), il 68% ormoni e l'84% stimolanti sulla muscolatura (dinamogeni).

Gherpelli ha definito il suo libro "un viaggio all'interno di una memoria talvolta dimenticata, ci sono numeri, date, un elenco di morti premature, contenuti ricavati da atti processuali. E' un libro di memoria, con testimonianze dirette soprattutto riferite agli anni '60. Nasce dal mio amore per il calcio e strada facendo ho trovato anche atteggiamenti omertosi. Nella mia esperienza di calciatore ho vissuto in prima persona certe problematiche Con i medici a volte il rapporto è difficile, si parla a volte di sostanze pesanti. Il calcio può essere meno compromesso di altri sport e in Italia ci sono molti più controlli rispetto ad altre nazioni. Dal 2004 il controllo avrebbe dovuto essere su sangue e urine insieme, ma un esame del sangue costa 400 euro, dell'urine 50. Così si fanno esami delle urine e solo se risultano sospetti poi si va sul sangue. Il fenomeno degli ormoni risale addirittura agli anni'30, iniziarono Wolverhampton e Southampton. Anti infiammatori, stimolanti…La realtà è che il nesso causa-effetto tra doping e le malattie, non è messo fuori discussione”.

“Qualcuno corre troppo” affronta temi dai risvolti drammatici con approfondimento sulla Sla e sull'inchiesta della Procura di Torino, con la pubblicazione di uno studio italiano del 2000, commissionato dal pm Guariniello, che certifica percentuali di insorgenza di alcune patologie tra giocatori, ex e in attività. Leucemia e cancro al fegato-pancreas le più comuni, oltre alla Sla. I decessi per leucemia linfoide sono stati 35 volte più numerosi rispetto al resto della popolazione, 8 volte superiori per il tumore epatico, 24 volte il riferimento alla Sla (tra il 2004 e il 2008 51 casi su 30.000 calciatori). Gherpelli propone le testimonianze di Gabriella Beatrice e Adriana Petrini, vedove dei calciatori, e si propone di creare una consapevolezza, sia tra i giocatori che negli appassionati e tifosi, estendendo il richiamo ad un cambiamento culturale di approccio, anche nella vita di tutti i giorni, all'abuso di farmaci. Non c'è un approccio scandalistico, traspare l'intento primario di fare chiarezza, di rilettura di episodi poco o per nulla noti al grande pubblico. Ci sono nomi, squadre, campioni, eventi, situazioni di oltre cinquant'anni di calcio che meritano la curiosità e l'approfondimento del lettore e degli stessi calciatori, per varie ragioni, anche comprensibili, incapaci di sottrarsi a quelle che ormai sono diventate consuetudini. Dagli effetti devastanti, solo in futuro riscontrabili.

 

"Qualcuno corre troppo. Il lato oscuro del calcio" di Lamberto Gherpelli. Edizioni Gruppo Abele,

20 euro

Pagine 336

www.edizionigruppoabele.it

Corso Trapani 95

10141 Torino

Tel. 011 3859500

edizioni@gruppoabele.org

 

 

 

 

 


 


 

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