In memoria di George Best


LONDRA. L'ex calciatore nordirlandese George Best si è spento questa mattina all'età di 59 anni al Cromwell Hospital di Londra, dove era ricoverato dal primo ottobre scorso.

La situazione di Best era precipitata ad inizio mese, quando entrò per la prima volta in terapia intensiva e venne sottoposto a dialisi. Le sue condizioni erano gravissime da diversi giorni e il passaggio dell'infezione ai polmoni gli è stata letale. Al suo capezzale c'erano il figlio Calum, il padre Dickie, l'ex moglie Alex e molti dei suoi amici ed ex compagni di squadra.
Best era nato il 22 maggio 1946 in un quartiere povero di Belfast, Irlanda del Nord. Riconosciuto da tutti come uno dei più forti giocatori di tutti i tempi, Best ha giocato 12 stagioni con la maglia del Manchester United, con cui ha vinto due scudetti e una Coppa dei campioni.
Memorabili le sue giocate, strabilianti i suoi dribbling, Best ha unito la forza in campo alla popolarità. Nel 1968 vinse il Pallone d'oro e nel 2004 venne premiato come «miglior sportivo britannico di tutti i tempi». Con la maglia dell'Irlanda del Nord ha disputato 37 partite segnando 9 reti.
I problemi con l'alcool hanno condizionato fortemente la sua vita, causandogli guai con la giustizia e, soprattutto, molti problemi di salute. Nel 2002 aveva subito un trapianto di fegato, ma poi ricominciò a bere. I medicinali per curare l'alcolismo gli hanno provocato una serie di emorragie interne che, all'inizio di ottobre, lo hanno costretto al ricovero e alla lunga agonia che è terminata oggi con la morte.
Domenica scorsa il suo agente Phil Hugues aveva fatto pubblicare, su richiesta dello stesso Best, una sua foto in cui l'ex stella dello United appariva pallido e morente. Sopra l'immagine, l'ultimo messagio di Best: «Non morite come me».

STELLA IN CAMPO E FUORI: «QUINTO BEATLE», ICONA POP DEL CALCIO

 «Penso di aver trovato un genio». Fu questa la frase con cui George Best viene presentato dal talent scout Bob Bishop al manager del Manchester United, sir Matt Busby. Sotto la chioccia di Busby, Best, all'epoca 15enne, ha scritto alcune delle pagine più belle della storia dei Red Devils.
Best nasce il 22 maggio 1946 in un quartiere povero di Belfast e dopo essere stato notato da Bishop prende un traghetto e dall'Irlanda del Nord arriva al porto di Manchester. Esordisce in campionato due anni più tardi, il 14 settembre 1963, mettendo il suo marchio d'autore nel gol vittoria.
La sua prima rete, in tutto saranno 180 in 474 presenze, la segna il 28 dicembre dello stesso anno nel 5-1 al Burnley. È già un idolo, il primo attore, dentro e fuori dal campo, di una squadra stellare che vede al suo fianco campioni quali Bobby Charlton e Denis Law.

George «Geordie» Best era un attaccante dalle qualità tecniche immense, dotato di potenza, velocità, stacco di testa e abilità nei contrasti. Fisico gracile ma potente, altezza scarsa (1.72) ma abbastanza da sovrastare spesso i difensori. Best entusiasma l'Old Trafford e ben presto tutta la Gran Bretagna si inchina a quello che viene unanimemente riconosciuto il più forte giocatore di tutti i tempi nato nell'arcipelago.
Sono, i Sessanta, gli anni d'oro di Best. Le prodezze del calciatore, i suoi dribbling irrisori e il tiro micidiale, fanno da trampolino di lancio alla notorietà dell'uomo, che capisce il successo e lo cavalca a pieno. «George Best ha passato 12 anni della sua vita a fare il genio del calcio e altri 25 a raccontare quei 12 anni. Raccontandoli come la gente li voleva sentire, come la stampa lo aveva descritto. Alla fine è arrivato a credere che fosse davvero così».
Questo pensa Mary McGuckian, regista del film «Best» uscito nel 2000. I trionfi del genio Best iniziano nel 1965, con il suo primo scudetto con i Red Devils. L'anno dopo è lui a firmare, con due delle cinque reti dello United, la prima storica sconfitta interna in Europa del grande Benfica di Eusebio.

Memorabile la scena del ritorno quando Best si presenta all'aeroporto con un sombrero in testa. Le ragazze impazziscono per lui, e la storia calcistica si intreccia con quella umana, con quella della prima icona pop del calcio. Best, definito anche «il quinto Beatles» è personaggio dentro e fuori dal campo, archetipo del successo e degli eccessi del calcio moderno.
Nel 1968 arriva la storica vittoria in Champions League, con un travolgente 4-1 in finale al Benfica. Lo stesso anno Best viene premiato con il Pallone d'Oro e con il riconoscimento quale miglior giocatore della Premier League. A soli 22 anni tocca l'apice della sua carriera. La critica lo esalta, per le donne è un sex-simbol e Best si abbandona alla vita mondana, ai piaceri e ai vizi. Per questo, in molti si sono chiesti in questi anni dove sarebbe potuto arrivare.
Già nel 1966 Pelè disse pubblicamente che «George Best è il più forte giocatore del mondo». E lo stesso Maradona lo ha più volte elogiato definendolo il suo «idolo». Il suo periodo al Manchester dura fino al 1973, con una brevissima e sfortunata parentesi l'anno seguente. Il suo carattere sempre più anarchico, i problemi con l'alcool sempre più evidenti e le numerose assenze agli allenamenti lo rendono praticamente intrattabile.

Litiga con il nuovo manager Tommy Docherty, che amava il gioco duro e intendeva fare a meno di quel nordirlandese così indisciplinato. Il divorzio, questa volta, fu definitivo, e la carriera di Best, quella vera, finì praticamente in quel momento, a soli 27 anni. Dopo le brevi esperienze con Stockport, Fulham e Hibernian, Best vola negli Stati Uniti dove gioca fino al 1984 nella American League.
Best ha rappresentato nella maniera più forte il mito del giocatore genio e sregolatezza. Negli anni Sessanta, scrive il sito del Manchester United, la sua popolarità è così alta che riceve 10.000 lettere ogni settimana e ha un staff di tre persone impegnato a leggerle e a rispondere ai fan.
Ma la vita fuori dal campo, che all'inizio del suo periodo d'oro gli offre prestigio e donne meravigliose (tra le sue conquiste anche due Miss Universo), lo porta presto verso l'alcolismo.
Le sbronze al pub si fanno sempre più frequenti e a queste si associano presto i problemi di salute e ai guai con la giustizia. È lui stesso a raccontare come, negli anni '70, un fattorino lo sorprende in una camera d'albergo, ubriaco in compagnia della Miss Universo di allora e li chiede: «George, cos'è che ti ha ridotto così male?».
La sua frase celebre è diventata una delle più citate: «Ho speso molto denaro per alcol, donne e auto sportive. Il resto l'ho usato per divertirmi». Il suo carattere, già difficile, peggiora di anno in anno e Best accumula guai con la giustizia, dalle accuse di violenza carnale a quelle dell'ex moglie Alex, da cui divorzierà il 14 aprile 2004.

Nel 1984 trascorre tre mesi in carcere per guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale. Terribile la figura fatta nel 1991 in un programma della Bbc, quando si presenta completamente ubriaco davanti alle telecamere. Best è ormai per tutti un «eroe in declino», e nel 2002 è costretto a sottoporsi a un trapianto del fegato.
La dipendenza dall'alcool è però troppo forte e resistere, è difficile. Best ricomincia a bere e riceve critiche durissime da stampa e pubblica opinione. Ma le sorprese non sono finite, Best ha in serbo altri colpi di scena.

Nel 2003 suscita molto scalpore nonché l'indignazione del mondo del calcio quando vende all'astail Pallone d'Oro perchè, diceva, voleva comprare una casa a Corfù. Ma l'affetto dei tifosi e l'impossibilità di non amare il suo genio hanno la meglio, e nel 2004 Best riceve il premio di «miglior sportivo britannico di tutti i tempi».

La storia del più forte giocatore britannico di tutti i tempi finisce il 25 novembre 2005, su un letto d'ospedale dopo quasi due mesi di agonia. E di fronte alla morte, Best ha voluto lanciare l'ultimo messaggio ai tantissimi tifosi che ancora, a distanza di oltre trent'anni dalle sue prodezze, lo amano e lo considerano un idolo.

Una foto in prima pagina, pubblicata domenica 20 da «News of the world», per mostrare a tutti come l'alcolismo può ridurre una persona. E un testamento importante, più forte di ogni prodezza sul campo: «Non morite come me».


Scheda - George Best

Nato il: 22 maggio 1946 a Belfast (Irlanda del Nord).

Sposato (due volte): con Angie nel 1978 (divorziato nel 1984), poi con Alex nel 1995 (divorziato nel 2004).

Figli: uno (Calum), dalla prima moglie

Ha giocato con: Manchester United (in tutto 466 presenze con 178 gol), Stockport County, Cork Celtics, Dunstable Town, Los Angeles Aztecs, Fulham, Fort Lauderdale Strikers, Hibernian, San Jose Earthquakes, Bournemouth, Brisbane Lions.

Vittorie e riconoscimenti principali: Coppa dei Campioni (1968), due campionati inglesi (1965, 1967). Pallone d'Oro (1968).

Presenze in nazionale: 37 (con 9 reti)