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Il
curioso caso di Ciro Ferrara
Di
Musso Matteo
Limina
editore
Pagine
250
Euro:
19,90
www.liminaedizioni.it
info@liminaedizioni.it
Una
vita di sfide, dal campo alla panchina. Un ragazzo spontaneo e
sincero, – scrive Darwin Pastorin nella prefazione – mai un
gesto sbagliato o un peccato di superbia. Maradona nei momenti del
buio e dell'abbandono, sapeva di poter contare su Salvatore Bagni,
l'angelo dalle gambe storte, e su Ciro, l'altro fratello --- Un vero
campione dentro e fuori dal campo. Caso più unico che raro, è
stato il primo allenatore al mondo a difendere la società che lo
stava licenziando. Una Juventus accusata di non aver accompagnato e
protetto come si conveniva il suo giovane comandante in uno dei
periodi più delicati della sua storia. Un esonero, non nel solito
impeccabile stile Juve, di certo non incoraggiante al primo
incarico. Una mossa dimostratasi poi avventata. Ma d'altronde, una
sorte toccata anche agli allenatori più illustri e blasonati. A
cominciare da quel Rafa Benitez, che la stessa Juve ha cercato di
portare a Torino, licenziato tre volte ai suoi primi quattro anni di
panchina. Nel libro, l'autore esamina il fallimento della stagione
bianconera ripercorrendo la gestione Ferrara tra rapide impennate e
brusche discese: infortuni in serie, giocatori incapaci di reagire
di fronte alle difficoltà, una società senza più timone. Ma la
storia di Ferrara è anche altro, e parte da lontano: è la storia
di un giocatore che, insieme a stelle come Maradona, Zola, Zidane e
Del Piero, ha fatto la storia del Napoli e della Juventus, del
calcio italiano e di una fetta di quello mondiale, da Stoccarda a
Tokyo, passando per Lecce, Udine e Berlino. Una storia che non è
certo finita in una fredda notte di Milano. Un ritratto a più voci
del calciatore-allenatore, che si salda strettamente con quello dell’uomo
Ciro Ferrara, campione sui campi di calcio e persona perbene nella
vita di tutti i giorni. Oggi Ferrara riparte dall'Under
21, a
conferma che i treni, per qualcuno, passano più di una volta. In
un'intervista concessa all'autore Ferrara rivela che già durante i
Mondiali del 2006 il vicepresidente federale Demetrio Albertini gli
aveva proposto di guidare l'Under 21. Ciro rifiutò l'offerta, vuoi
perché
la Juventus
gli aveva proposto di diventare il responsabile del settore
giovanile bianconero e vuoi perché nel frattempo Marcello Lippi
aveva deciso di lasciare
la Nazionale
dopo il trionfo di Berlino. Insomma una nuova scommessa tutta da
giocare. Di certo i giovani talenti non mancano, di certo Ferrara
adesso non si tirerà indietro.
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| L'Esperto Risponde:
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